
Cos'è il glaucoma e perché è una patologia insidiosa
Il glaucoma è una patologia oculare cronica caratterizzata da un aumento patologico della pressione intraoculare (IOP), causato da un alterato drenaggio dell’umor acqueo. In condizioni normali, questo liquido viene prodotto e smaltito in modo equilibrato attraverso il trabecolato, mantenendo la pressione tra 14 e 21 mmHg.
Quando il deflusso è ostacolato, la pressione aumenta e può danneggiare in modo irreversibile il nervo ottico. Il glaucoma è definito “ladro silenzioso della vista” perché nelle fasi iniziali non provoca sintomi evidenti, ma determina una progressiva perdita del campo visivo periferico.
Fattori di rischio e diagnosi del glaucoma
Alcuni soggetti presentano un rischio maggiore di sviluppare il glaucoma, in particolare le persone con età superiore ai 45 anni, familiarità per la patologia e miopia medio-elevata. La diagnosi non si basa esclusivamente sulla misurazione della pressione oculare, poiché valori elevati senza danni strutturali configurano una condizione di ipertono oculare.
Lo specialista valuta il quadro clinico attraverso tonometria ripetuta, esame del fondo oculare con studio della papilla ottica ed esami del segmento anteriore. Accertamenti come campo visivo, OCT del nervo ottico e pachimetria corneale sono fondamentali per una diagnosi accurata.
Terapia farmacologica e trattamento chirurgico
Il trattamento del glaucoma ha l’obiettivo di ridurre e mantenere la pressione oculare entro valori di sicurezza, rallentando o arrestando il danno al nervo ottico. Nella maggior parte dei casi si inizia con una terapia farmacologica a base di colliri, scelti in base a efficacia, tollerabilità e semplicità d’uso.
Quando la terapia medica non è sufficiente a controllare la pressione, si ricorre al trattamento chirurgico. La tecnica più consolidata è la trabeculectomia, affiancata oggi da procedure mini-invasive filtranti con microvalvole, che offrono buoni risultati e un profilo di sicurezza elevato.




